Les meilleurs films de 2014

La classifica della Dante Alighieri

 

I DIECI MIGLIORI FILM ITALIANI DEL 2014

 

1) IL GIOVANE FAVOLOSO di Mario Martone

Poteva essere quasi blasfemo portare sul grande schermo la vita e l'anima di Giacomo Leopardi. E invece per chi ama il poeta di Recanati Il giovane favoloso è un lungo percorso emotivo, che a volte concede un po' di stanchezza, ma che spesso inebria di vivide emozioni e porta la commozione a fior di pelle. Un perfetto Elio Germano ci mostra la grandezza ma anche la dimensione umana del letterato che, usciti dal cinema, non si può non chiamare per nome, Giacomo.

2) IL CAPITALE UMANO di Paolo Virzì

Un film molto buono, un mosaico costruito con eleganza e mano sicura. Paolo Virzì ha preso un thriller americano e ne ha spostato l'ambientazione dai sobborghi del Connecticut al Nord Italia dando vita a un noir intrigante e potente, che si muove tra speculazioni finanziarie e velleità di ascesa sociale, tra insoddisfazioni e amori. Le interpretazioni migliori: Fabrizio Gifuni, Valeria Bruni Tedeschi e l'esordiente Matilde Gioli.

3) ANIME NERE di Francesco Munzi

Torvo così come promette il titolo, Anime nere ha ricevuto sin troppe lodi alla Mostra del cinema di Venezia e dalla critica nostrana. Pur muovendosi in maniera un po' troppo piatta e già vista nella parte centrale, è rotto da un finale impetuoso e inaspettato. Al suo terzo film, Francesco Munzi disegna una guerra tra clan di 'ndrangheta che diventa soprattutto una guerra in seno a una famiglia, tra chi è arroccato su vecchie e criminose modalità di onore e predominio e chi vorrebbe affrancarsi da quelle dinamiche mafiose soffocanti. Pregevole che i criminali siano rappresentati sotto aspetti anti-epici, anche nel loro squallore.

4) IN GRAZIA DI DIO di Edoardo Winspeare

In grazia di Dio è un piccolo film che parla al cuore e alla testa, offrendo spunti di vivida contemporaneità. Nella luce del Salento delinea una storia di crisi e il tentativo di rinascita. Costretto a chiudere l'azienda famigliare, un nucleo di sole donne lotta per la propria dignità, riscoprendo la fatica del lavoro della terra. La campagna da scelta obbligata e simbolo della caduta, pian piano apre a nuove opportunità e al recupero di un nuovo vecchio stile di vita.

5) TORNERANNO I PRATI di Ermanno Olmi

Nel centenario dell'inizio della Prima Guerra Mondiale Ermanno Olmi racconta quell'epoca martoriata alla sua maniera: una fotografia potente ed evocativa accompagna una sola nottata di "normali" spavento, assurdità, agonia di un gruppo di soldati italiani sul fronte Nord-Est, dopo gli ultimi sanguinosi scontri del 1917 sugli Altipiani di Asiago. Uomini comuni, non dei "Rambo". Una guerra di trincea piena di paura, di obbedienza cieca, di neve e di un'umanità povera, analfabeta, che non sa perché si trovi lì, con tanto di fucile in mano, tranne per il fatto che esiste una patria. E che si può morire per lei. 

6) SMETTO QUANDO VOGLIO di Sydney Sibilia

Debutto alla regia di Sydney Sibilia, commedia fresca che ironizza sulla crisi economica, Smetto quando voglio trasforma in ricercati dei ricercatori universitari precari, male occupati o disoccupati. Dei ragazzi brillanti, umiliati dal mondo lavorativo, inventano una nuova droga e un fruttifero business. Frizzante il cast guidato da Edoardo Leo, anche se sono esagerate le quattro nomination ai David di Donatello per i suoi attori (poi rimasti a mani vuote).

7) SONG’E NAPULE dei Manetti Bros.

I fratelli romani Marco e Antonio Manetti, meglio noti come Manetti Bros., sperimentatori pop, cuciono una commedia insolita dal latente spirito goliardico e con forti pennellate di poliziesco. In una Napoli lontana dagli stereotipi, popolare ma onesta, fatta di persone che sfruttano il proprio talento senza per questo essere affiliate alla camorra, Paco (Alessandro Roja) è un musicista che si ritrova a fare il poliziotto. Sotto copertura, avvicina il cantante neomelodico Lollo Love (Giampaolo  Morelli), la cui musica - pur nella caricatura comica - è davvero irresistibile.

8) NESSUNO MI PETTINA BENE COME IL VENTO di Peter Del Monte

Nessuno mi pettina bene come il vento non è stato molto apprezzato dalla critica. Eppure con autenticità disadorna e senza essere didascalico inquadra un piccolo e toccante racconto di formazione. In un paese di mare, un'ombrosa undicenne (Andreea Denisa Savin) piomba nell'esilio volontario di una scrittrice sola e solitaria (Laura Morante). Qui incrocia un sedicenne scontroso (Jacopo Olmo Antinori), leader di una banda di ragazzi inquieti... Bella la scena del ballo sulla spiaggia.

9) IL RAGAZZO INVISIBILE di Gabriele Salvatores

Il film ha per protagonista Michele, un adolescente apparentemente come tanti che vive in una tranquilla città sul mare. Non si può dire che a scuola sia popolare, non brilla nello studio, non eccelle negli sport. Ma a lui in fondo non importa. A Michele basterebbe avere l'attenzione di Stella, la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare. Eppure ha la sensazione che lei proprio non si accorga di lui. Ma ecco che un giorno il succedersi monotono delle giornate viene interrotto da una scoperta straordinaria: Michele si guarda allo specchio e si scopre invisibile. La più incredibile avventura della sua vita sta per avere inizio.

10) LE MERAVIGLIE di Alice Rohrwacher

Opera seconda della giovane Alice Rohrwacher, ha vinto il Gran Premio della Giuria a Cannes. In una campagna del Centritalia degli anni '90, sull'orlo di un mondo che sta per finire, è disegnato un sensibile ritratto di adolescenza in mezzo a un contesto agreste tutt'altro che idilliacamente spensierato. Nonostante abbia tocchi un po' troppo oscuri nella seconda parte, che ne minano la compiutezza, ha fascino naturalistico e delinea con efficacia i sotterranei equilibri tra un padre e una figlia.

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